Se distingui bene ragione e torto, cambia occhiali

Daniele Luttazzi è da una decina d’anni il mio comico italiano preferito; nessun altro gli si avvicina. Alterna con grande abilità il surreale ai fatti documentati, il volgare al sofisticato, lo shock alla simpatia. Ho una mezza dozzina dei suoi libri, videocassette delle sue vecchie trasmissioni, file MP4 di quelle più recenti, e sono andato più volte a vedere i suoi spettacoli teatrali.
Daniele Luttazzi mi sta molto sul cazzo per le sue posizioni ingenue su politica estera e mercato del lavoro. Mi sta sul cazzo perché parecchie sue battute sono traduzioni da comici americani (di solito Carlin o Letterman), e benché portarle in Italia sia già di per sé encomiabile preferisce lasciar credere che siano sue. Mi sta sul cazzo perché quando teneva un blog segava qualunque commento che esprimesse opinioni diverse dalle sue, convinto di avere in mano la Verità.
Cacciare Daniele Luttazzi dalla televisione pubblica, sei anni fa, fu un atto vile ed esecrabile. Vile perché chi se la fa sotto ad essere oggetto di satira e critiche è un insicuro che dovrebbe chiudersi in casa con la mamma, anziché scendere nell’agone pubblico. Esecrabile perché la televisione pubblica, se proprio deve esistere, ha il dovere di porre l’imparzialità come sua primissima bussola, pena diventare non solo inutile ma pericolosa per la democrazia.
Daniele Luttazzi ha realizzato in queste settimane un programma mediocre, e non tanto per le prediche politiche. Buona parte degli sketch sono nati su carta, e la traduzione in forma drammatica è stata pessima. Io ridevo di gusto a leggere i Dialoghi platonici, figurandomeli con voci argute e tempo incalzante; non credo che più di dieci persone abbiano sorriso assistendo alla loro recitazione legnosa ed aritmica in Decameron.
Cacciare Daniele Luttazzi oggi da La7 è un atto vile quanto l’editto di Sofia, ma molto meno esecrabile. La7 è una televisione privata e quindi, se non ha più voglia di trasmettere Decameron, ne ha pieno diritto e non deve risponderne a nessuno. Possiamo casomai perdere un po’ di stima per Antonio Campo Dall’Orto e quei responsabili della programmazione che, inizialmente, avevano mostrato le palle di ospitare una simile bomba ad orologeria.
Daniele Luttazzi non se l’è cercata. Non è deliberatamente andato a caccia dei tasti che più offendessero il suo nuovo datore di lavoro. Chi da anni lo segue sa bene che dovrebbe sforzarsi per non offendere qualcuno; se avesse tolto Ferrara dalla battuta per paura di perdere il posto, non sarebbe stato più Luttazzi – avrebbe potuto esibirsi direttamente al Bagaglino.
Daniele Luttazzi non è un martire e non è ‘uno che si atteggia a martire’. È un comico.
La7 non è una tiranna e non è una generosa ospite mal ripagata. È una rete televisiva italiana.
8 Dicembre 2007 a 23:44
però aveva 2 milioni e rotti di telespettatori…
non credo che facessi così schifo.
Forse noi, eravamo abutuati al ritmo dello sketch dello zelig…
8 Dicembre 2007 a 23:45
la virgola non c’entra un cazzo
8 Dicembre 2007 a 23:51
Oh, era comunque un programma migliore di
tantitutti gli altri in TV, specie a quell’ora. Però soffriva di una pesantezza che non si era mai vista a Satyricon.9 Dicembre 2007 a 11:07
Hai ragione, il programma non era granchè in sè, e la battuta, magari, neppure particolarmente esilarante. è questo che dà fastidio, in Italia. Che tocca incazzarsi perchè sospendono una cosa che non era granchè non per motivi estetici, ma per fifa. Non lo avesse guardato nessuno perchè era brutto, era giusto sospenderlo. Avessero telefonato i telespettatori per protestare perchè offesi dalla battuta, avrei capito: una tv commerciale questi conti deve farseli. Ma che lo sospendano perchè aveva fatto una battuta pensante su uno che lavorava per la stessa emittente, e che potrebbe incazzarsi, hai ragione tu: siamo in Italia.
9 Dicembre 2007 a 15:05
@Nihil:
“Alterna con grande abilità il surreale ai fatti documentati”
Eh?! Nihil, ma tu bloggavi quando lo abbiamo purgato a causa del Luttazzi-Gate, quando pescò da Repubblica quella demenziale storia del niger-gate smentita dall’Unità? Secondo me alterna propaganda comunista a fantascienza da bancarella.
“Cacciare Daniele Luttazzi dalla televisione pubblica, sei anni fa, fu un atto vile ed esecrabile. ”
Io lo trovo invece un atto come minimo dovuto nei confronti di tutti quei cittadini che pagano il canone e vedono i loro soldi spesi in becera propaganda. Ovviamente io ho applaudito anche la cacciata di Socci e Masotti, per motivi speculari.
“Esecrabile perché la televisione pubblica, se proprio deve esistere, ha il dovere di porre l’imparzialità come sua primissima bussola, pena diventare non solo inutile ma pericolosa per la democrazia.”
Appunto, siamo d’accordo.
Che sia vile o esecrabile, inoltre, credo lo si vedrà dai bilanci di La7.
9 Dicembre 2007 a 18:59
“Eh?! Nihil, ma tu bloggavi quando lo abbiamo purgato a causa del Luttazzi-Gate, quando pescò da Repubblica quella demenziale storia del niger-gate smentita dall’Unità? Secondo me alterna propaganda comunista a fantascienza da bancarella.”
Sì, e la cosa fece scendere parecchio il mio rispetto nei suoi confronti. Nel primo paragrafo mi riferivo però al suo stile: non è facile citare brani di atti giudiziari in un monologo senza annoiare il pubblico.
Tra parentesi, non ha sempre preso granchi: tutta la merda travagliana che ha sparato su Berlusconi è stata poi confermata.
“Io lo trovo invece un atto come minimo dovuto nei confronti di tutti quei cittadini che pagano il canone e vedono i loro soldi spesi in becera propaganda. Ovviamente io ho applaudito anche la cacciata di Socci e Masotti, per motivi speculari.”
Qui siamo alla solita storia, come per il matrimonio gay: se c’è una ingiustizia statale che tocca due parti, è meglio toglierla da una parte sola o mantenerla speculare? In questo caso, io propendo per la seconda: cacciare Luttazzi per parzialità e poi affidare il TG1 a Mimun fu una presa in giro.
9 Dicembre 2007 a 20:12
Concordo su Mimum, ma la tua tesi ricorda il metodo di chi si oppone al fondamentalismo islamico volendo utilizzare quello cattolico.
11 Dicembre 2007 a 11:28
ho l’impressione che a non guardare la tv tutto sommato non mi perdo granché.