“…or I could just lie.”

Un bel post di Ferrett esplora certi dubbi sul capitalismo assoluto che mi covavano dentro da un po’. Come far funzionare il principio di libertà con la constatazione che gli uomini sono per natura bastardi? Che hanno tutto l’interesse a rendere le trattative quanto più sbilanciate possibile in loro favore?

“Se [i venditori] non sono onesti”, così va la filastrocca, “allora arriverà qualche altra persona onesta e gli ruberà il mercato! Devi solo realizzare un prodotto migliore, e il mondo sarà nelle tue mani!”

Il problema, naturalmente, è che non hai bisogno di realizzare un prodotto migliore. Devi realizzare un prodotto che sembri migliore. E la differenza fra “sembra migliore” ed “è migliore” a volte è maledettamente enorme.

Esempio: una volta, non molto tempo fa, il latte era spesso munto da vacche malate, annacquato per aumentarne il volume, e poi addizionato di gesso. La carne di manzo era abitualmente appesantita di segatura, e macellata in luoghi pieni di escrementi e malattie. Come può il cliente saperlo?

Si può obiettare che, benché nel Magico Mondo Libertario™ non esistano organismi fascisti come il Ministero della Salute o la FDA, esistono comunque giornalisti investigativi che si guadagnano da vivere smascherando imbrogli del genere. Di certo ci avvertirebbero loro, no?

Quanto ci è voluto perché si sapesse quello che le sigarette fanno ai polmoni?

Cosa costa di meno?

a) Una drastica revisione del processo productivo del latte, comprando mucche migliori e meno costose, mettendo solo vero latte in ogni bottiglia, per poi chiedere ai clienti di pagare lo stesso prezzo per la bottiglia anche se a te costa parecchio di più…

Oppure:

b) Assumere un PR che spieghi che le condizioni in quell’unica fabbrica di latte erano deplorevoli, e che, oh cielo! la rimetti in sesto immediatamente, seguito da qualche gesto simbolico per temporeggiare finché i media non abbiano dimenticato i problemi del tuo latte.

Aggiungo che, oltre ad essere facilmente contrastabile, il sistema del “controllo tramite libera verifica” ha il difetto di agire a posteriori. Un’agenzia ufficiale può verificare che i prodotti non siano fregature prima che qualcuno cada vittima del tranello; un reportage de l’Espresso arriva dopo che almeno un po’ di buoi sono scappati.

E non si può obiettare che quei primi clienti sono stati ingenui, perché non è sempre possibile svolgere verifiche ed indagini prima di acquistare. Guardate eBay: in teoria è un capolavoro di libero mercato autogestito, dove è il feedback stesso degli utenti a dirti quale venditore è affidabile e quale spedisce gli oggetti imballandoli con lo sputo… In pratica, la Rete è piena di storie di esperienze terrificanti con venditori dal rating perfetto.

Dunque, le contromisure? Non sono eleganti, non sono piacevoli, ma sono ben note:

Il problema del libero mercato è che non incoraggia il prodotto “migliore”. Incoraggia il sistema meno costoso per riuscire a vendere. Ed in molti, spiacevoli casi il sistema meno costoso è nascondere la verità. [...] I controlli governativi sono necessari per far sì che mentire diventi un’opzione il più costosa possibile.

(Se ritenete – non senza qualche ragione – che il governo spesso è composto da persone ancora meno morali dei consiglieri di amministrazione, potreste trovare interessanti questi commenti)

14 Risposte a ““…or I could just lie.””

  1. L’equilibrio anarcocapitalista si crea semplicemente a causa delle ditte concorrenti, non a causa dei giornalisti. Se io sono una multinazionale concorrente di un’altra, ovviamente cercherò di sguinzagliare ovunque spie e segugi per poter avere le prove per far chiudere la rivale. Credo costi meno dimostrare che una catena di fast food usa la carne di topo piuttosto che sfidarla sul mercato a chi abbassa di più i prezzi. Ecco che in un mondo anarcocapitalista crolla ogni forma di sofisticazione. Se leggi Snow Crash ti accorgi di quello che sono capaci di fare i gargoyle, ossia coloro che vigilano continuamente sulla società allo scopo di raccogliere e vendere informazioni.

  2. L’errore nel ragionamento, a mio avviso, è ignorare che i controlli di qualità sono essi stessi dei beni di consumo. Se comprare latte senza gesso è desiderabile per alcuni cittadini, il libero mercato produrrà agenzie di certificazione che garantiranno la qualità del latte, e risponderanno degli accidenti eventuali che il latte provocherà. Questo farà ovviamente aumentare il costo del latte, per cui i consumatori potranno decidere se la maggiore sicurezza vale il maggiore costo, oppure no. Ciao

  3. Concordo con Maurizio, qui sopra.

  4. maurizio e jinzo mi hanno anticipato, aggiungo solo che chiunque studia oggi un po’ di marketing sa che il marketing a la “wanna marchi” è efficace nel brevissimo periodo ma totalmente fallimentare nel medio, e che la trasparenza della produzione è quasi indispensabile, anche perchè è il megatrend che più si sta sviluppando.

  5. @Jinzo:

    L’equilibrio anarcocapitalista si crea semplicemente a causa delle ditte concorrenti, non a causa dei giornalisti. Se io sono una multinazionale concorrente di un’altra, ovviamente cercherò di sguinzagliare ovunque spie e segugi per poter avere le prove per far chiudere la rivale.

    Ma è una strategia che paga? Mi sembra che a Burger King, più che finanziare reportage sulle schifezze che mettono nei McDonald’s, convenga assai di più mettere schifezze un po’ più gustose nei suoi hamburgers e mantenere un ‘equilibrio del terrore’ con la rivale: io non smerdo te e tu non smerdi me, e tutti e due screditiamo documentari alla Super Size Me.

    Se leggi Snow Crash ti accorgi di quello che sono capaci di fare i gargoyle, ossia coloro che vigilano continuamente sulla società allo scopo di raccogliere e vendere informazioni.

    Guarda, Snow Crash l’ho letto ed è un romanzo fantastico, ma credo che siano in ben pochi a vedere quel mondo come un’utopia :) A meno che a te non piaccia l’idea di lavorare per Zio Enzo…

    @Maurizio:

    Ciao anche a te!

    L’errore nel ragionamento, a mio avviso, è ignorare che i controlli di qualità sono essi stessi dei beni di consumo. Se comprare latte senza gesso è desiderabile per alcuni cittadini, il libero mercato produrrà agenzie di certificazione che garantiranno la qualità del latte, e risponderanno degli accidenti eventuali che il latte provocherà. Questo farà ovviamente aumentare il costo del latte, per cui i consumatori potranno decidere se la maggiore sicurezza vale il maggiore costo, oppure no. Ciao

    Non credo che i controlli di qualità siano beni di consumo. Comprare il latte è un contratto tra due persone, e affinché un contratto sia legittimo esso deve essere chiaro e trasparente – vale a dire, i due firmatari devono avere la stessa percezione dei beni che scambiano. Se sull’etichetta leggo ‘Olio Extravergine’ mentre in realtà si tratta di una schifezza (un esempio tremendamente diffuso, e che presenta parecchi grattacapi alle agenzie governative di tutto il mondo), io posso denunciare il produttore per truffa.

    Però l’analisi dell’olio non può essere lasciata ad onere dell’acquirente – se ragionevolmente praticabile, le aggressioni (e una truffa è un’aggressione) vanno impedite, non solo punite.

    @Astrolabio:

    chiunque studia oggi un po’ di marketing sa che il marketing a la “wanna marchi” è efficace nel brevissimo periodo ma totalmente fallimentare nel medio, e che la trasparenza della produzione è quasi indispensabile

    Per “brevissimo periodo” s’intende “finché non veniamo scoperti”, suppongo? In tal caso, a seconda del prodotto tale periodo può essere decisamente lungo (vedi: tabacco fino agli anni ‘70-’80).

  6. cazzo, ragazzi, se vi dovete appellare ai giornalisti investigativi che si guadagnano da vivere scoprendo i cattivi and saving the day stiamo freschi?

    perchè, per esempio, se l’assunto è che “gli uomini sono per natura bastardi”, questi giornalisti investigativi dovrebbero essere diversi? molto più facile prender soldi dalle multinazionali del tabacco che portarle in tribunale, no? (se sei un bastardo)

    ah, ho capito: i giornalisti investigativi so tutte donne. mi piace, mi piace ;-)

    ciao,
    nullo

  7. Ciao Nihil,

    Chiedo scusa, non mi sono espresso bene. Non volevo assolutamente implicare che il produttore non abbia responsabilità. Sicuramente il produttore deve essere ritenuto responsabile per gli eventuali danni che causa al consumatore (e la class action dovrebbe servire proprio a questo). Stavo soltanto criticando l’inferenza che, visto che il produttore potrebbe vendere latte con dentro il gesso, ALLORA servono controlli di stato. Questo è un non sequitur, perché i controlli di qualità possono essere svolti in maniera ugualmente efficace da privati (anzi, più efficace, per motivi spiegati benissimo da Milton Friedman nel suo “free to choose”: il funzionario di stato ha interesse a dire sempre “no”, anche se il rischio è piccolissimo e il beneficio grandissimo). Inoltre, se i controlli sono svolti dallo Stato, il consumatore è costretto a pagare di più. Non può scegliere di pagare di meno e accettare dei rischi.

    Infine, quando dicevo che i controlli di qualità sono “beni di consumo” intendevo solamente dire che sono servizi per cui i consumatori sono disposti a spendere dei soldi. Ari-ciao

  8. “Ma è una strategia che paga? Mi sembra che a Burger King, più che finanziare reportage sulle schifezze che mettono nei McDonald’s, convenga assai di più mettere schifezze un po’ più gustose nei suoi hamburgers e mantenere un ‘equilibrio del terrore’ con la rivale: io non smerdo te e tu non smerdi me, e tutti e due screditiamo documentari alla Super Size Me.”

    E’ una strategia che pagherebbe se fossimo in un mondo simile a quello di Snow Crash, dove a Burger King converrebbe rivolgersi ad una multinazionale di gargoyle che vive per fare a pezzi altre multinazionali come Mac Donald’s dandole in pasto a tribunali franchisizzati pronti a mettersi in luce sul mercato. In un regime statalista dove c’è giustizia pubblica, giornali di stato, ecc…. mettersi contro Mac Donald’s può effettivamente euqivalere alla morte, quindi tanto vale ficcare un po’ di schifezze gustose nei panini e subire sul mercato (perchè Burger King di fatto subisce) finchè si sta in piedi…. In tutti i casi da quando qualche giornalista ha fatto il simpatico, pur essendo in democrazia, Mac ci tiene ad informare i clienti che la sua carne è presa in Italia dal gruppo Cremonini…. Ti ricordi di altre certificazioni in passato?

    Quanto a Snow Crash…. Non credo sia utopia. Un’utopia è qualcosa di impossibile. Steaphenson descrive un sistema di fatto improbabile, ma non per questo irrealizzabile. E se permetti, un mondo in cui la mafia è ridotta ad una azienda che commercia in pizze, per non finire preda di cacciatori di taglia e multinazionali di sicurezza, non è che mi faccia proprio schifo…. :-D

  9. @yucca: Cinico e disilluso, mi piaci.

    @Maurizio: Che i privati siano altrettanto efficaci di una FDA lo dubito – primo perché, come scritto nel post, non possono esaminare le merci finché non sono già sul mercato. Secondo per il motivo che ha detto Nullo; ok, anche un funzionario statale si può corrompere, ma almeno non sarebbe legale – mentre pagare un privato perché rifiuti certi contratti è perfettamente in regola.
    Infine, l’opzione di pagare meno per avere un rischio maggiore esisterebbe comunque: compreresti il prodotto etichettato come “Latte con dentro roba ignota”, per (non-)esaminare il quale l’agenzia governativa non spende un centesimo.

    @Jinzo: Uhm… ‘tribunali franchisizzati’… immagino che tali tribunali sarebbero perfettamente imparziali e McDonald’s vi si sottometterebbe senza fiatare, anziché assoldare un tribunale più potente che si schieri dalla sua parte? Anticipo l’obiezione: tutti i tribunali del mondo si alleerebbero contro un tribunale che si comportasse in modo stronzo… ma perché dovrebbe fregare qualcosa agli altri delle rappresaglie che subisce Burger King / McDonald’s (a seconda di quale lato abbia ragione, e quale stia inventando frottole)? E poi, chi stabilisce quale tribunale sia nel giusto e quale nel torto? Io al di sopra di essi vedo solo la forza delle armi, uno scenario hobbesiano…

    (Che bello partire dal latte per arrivare ai conflitti mondiali)

    Per quanto riguarda l’esempio dal mondo reale, anche solo per avere la licenza di vendere McDonald’s doveva già dichiarare dove comprava la carne; l’unica differenza dopo l’inchiesta è che l’azienda ha deciso di usare il suo rispetto della legge come pubblicità.

    Infine, su Snow Crash… beh, se ti piace l’idea che il tuo pizzaiolo ammazzi al minimo sgarro i suoi dipendenti e i suoi nemici, e per impedirglielo sia necessario avviare una guerra… contento tu, a me ricorda troppo i Balcani.

  10. l’opzione di pagare meno per avere un rischio maggiore esisterebbe comunque: compreresti il prodotto etichettato come “Latte con dentro roba ignota”, per (non-)esaminare il quale l’agenzia governativa non spende un centesimo.

    Eh no. Hai già pagato con le tasse il controllo di stato.

    Per il resto, non capisco perché un’agenzia di certificazione privata dovrebbe essere meno efficace di una pubblica. L’argomento che non può esaminare le merci finché non sono già sul mercato mi pare senza senso.

  11. Eh no. Hai già pagato con le tasse il controllo di stato.

    Basta che l’agenzia sia finanziata con gli introiti provenienti dalle tasse sui prodotti stessi (che saranno appunto minime per quelli non verificati). Questo proprio perché si tratta di una misura di sicurezza preventiva di cui qualcuno potrebbe ragionevolmente scegliere di fare a meno (a differenza, che so, dei carabinieri di pattuglia).

    Per il resto, non capisco perché un’agenzia di certificazione privata dovrebbe essere meno efficace di una pubblica. L’argomento che non può esaminare le merci finché non sono già sul mercato mi pare senza senso.

    In effetti quell’argomento può essere smontato: quel particolare problema può sparire *se* essa è abbastanza influente che nessuno si sognerebbe di acquistare un prodotto non certificato.

    Rimane però il problema originale di Ferrett: per un’azienda, può comunque risultare più conveniente tenere le proprie schifezze segrete e giustificare il tutto con un po’ di buona pubblicità (metti che il 7-X nella Coca-Cola sia piscio di gatto?). Senza agenzie governative, nessuno li obbliga a farsi controllare. E se si può obiettare che chi acquista un prodotto non certificato è uno sciocco, essere uno sciocco non lo priva del diritto a non farsi avvelenare.

  12. > Senza agenzie governative, nessuno li obbliga a farsi controllare.

    Ma non ti stai contraddicendo? Dici che il controllo è obbligatorio. Ma poco sopra non dicevi che resterebbero sul mercato prodotti non controllati a un costo minore?

    In ogni modo, perché l’obbligo di farsi controllare sarebbe ovviamente la soluzione migliore? I controlli hanno costi e benefici. Non è affatto ovvio che i benefici giustifichino i costi. Se c’è un milligrammo di piscio in un quintale di latte, questo giustifica il costo minore? Come decidere se lo giustifica o no? Non è meglio lasciare al consumatore di decidere se il beneficio vale il costo? O se è meglio rischiare di bere qualche molecola di piscio, e coi 200 euro all’anno risparmiati finanziare qualche altra industria più necessaria?

    Ciao

  13. Ma non ti stai contraddicendo? Dici che il controllo è obbligatorio. Ma poco sopra non dicevi che resterebbero sul mercato prodotti non controllati a un costo minore?

    Sì, ma il controllo statale obbligherebbe i prodotti non controllati ad essere chiaramente etichettati come tali. Il “chiaramente” è di importanza cruciale.

    Non è affatto ovvio che i benefici giustifichino i costi. Se c’è un milligrammo di piscio in un quintale di latte, questo giustifica il costo minore? Come decidere se lo giustifica o no? Non è meglio lasciare al consumatore di decidere se il beneficio vale il costo? O se è meglio rischiare di bere qualche molecola di piscio, e coi 200 euro all’anno risparmiati finanziare qualche altra industria più necessaria?

    Il fatto è che vendere X cercando di far credere agli acquirenti che non si tratti di X è un reato, e va combattuto anche da uno Stato puramente negativo. Se poi uomini e mezzi per la tutela della legge scarseggiano, è ovvio che questo è di un problema a priorità relativamente bassa.

  14. nel mondo parallelo dove vivi, cicciolina è vergine e i burocrati statali non sono ne corruttibili ne interessati al profitto :-)
    (traduzione se al privato/giornalista conviene pigliare i soldi alle multinazionali, perchè ad un funzionario pubblico no?)

    mo devo uscire, domani se ho tempo è voglia terrò una nanolezione di brand management.

Lascia un commento