Sostiene Fabristol

Sostiene Fabristol che dedicare attenzione alla nuova enciclica dell’omino bianco è una pessima idea.

“Più commentiamo queste demenzialità più queste hanno risonanza, e quindi un effetto negativo per i nostri obiettivi. [...] Ciò non significa non opporsi o non protestare quando l’influenza clericale si manifesta. Quello che non vorrei è che incominciassimo pure a parlare delle loro sciocche seghe mentali.

Avevo già affrontato quest’obiezione nell’incipit del mio post, ma mi accorgo di averlo fatto in dialetto veneto, che obbiettivamente fa molto chic (gli estremi si toccano, sapete, il leghista neanderthaliano è ad un passo dallo snob) ma non aiuta la comprensione ai non-Serenissimi. Sciacquo dunque i miei panni in Arno e ripeto la mia difesa, dilungandomi un po’ di più:

Se l’enciclica fosse un documento esclusivamente accademico, allora darei ragione in pieno a Fabristol (e non avrei scritto quel papiro sul blog): tutta la teologia che serve conoscere è il perché la teologia è una boiata.

Ma visto che non si tratta solo di una masturbazione mentale di B16, bensì di un documento che avrà influenza reale e tangibile sul comportamento dei cattolici, io che dei cattolici mi considero nemico voglio sapere il più possibile sui loro progetti. L’idea che, così facendo, stia aumentando il loro potere mi pare esagerata: capirei se fossero una minoranza esagitata, come i Phelps in America che sono neanche in duecento ma appaiono in TV un giorno sì e uno no, ma questi hanno già permeato tutti i media italiani; non sarò certo io a dare loro troppa attenzione.

Per ricorrere ad un paragone: quando c’era da contrastare il terrorismo rosso degli anni ‘70 – una setta molto meno potente ma molto più violenta – forse non si doveva passare al microscopio ogni proclama delle BR, per quanto deliranti fossero? Meglio combatterli nell’ignoranza?

6 Risposte a “Sostiene Fabristol”

  1. Per prima cosa sono onorato di essre stato citato in uno dei tuoi primi post.
    Veniamo quindi al problema:

    “Ma visto che non si tratta solo di una masturbazione mentale di B16, bensì di un documento che avrà influenza reale e tangibile sul comportamento dei cattolici, io che dei cattolici mi considero nemico voglio sapere il più possibile sui loro progetti. L’idea che, così facendo, stia aumentando il loro potere mi pare esagerata”

    Non credo che ci sia una grande influenza reale e tangibile sui cattolici in generale. Il 90% delle persone che si definiscono cattoliche non l’hanno neppure letto quel documento. E neppure i giornalisti che l’hanno postato, abituati come sono a copia-incollare i lanci dell’agenzia vaticana. E ti diro’ di piu’: neppure i preti lo leggeranno. Diranno si con la testolina e basta.
    Siamo solo NOI (laici) e LORO (i chierici) a leggere di qeuste cose. Come ho detto altre volte (forse da Sgembo) questa e’ una battaglia culturale tra pochi interessati. Alcune migliaia da una parte ed alcuen migliaia dall’altra: tutti gli altri seguono come pecore.
    E le pecore (cioe’ la maggior parte dei cittadini) non capiscono queste diatribe e sottigliezze. Semplicemente criticando sempre B16 facciamo sempre la figura dei rompipalle. Io lo vedo, la gente si stufa: incomincia a dire. “Ma ce l’hai sempre coi preti!” “Ma cosa ti hanno fatto?”
    Il laico-anticlericale (ho scoperto) e’ una brutta bestia: e’ l’essere piu’ noioso per la gente comune. Ed e’ pure inutile cercare di spiegare le cose ai cattolici perche’ anche se ovviamente dopo che gli esponi concetti razionali annuiscono e sono d’accordo il giorno dopo vanno comunque in chiesa. Con quel viso un po’ bastonato e vergognoso, come a dire: che ci vuoi fare? Io capisco e sono d’accordo con quello che dici, ma… sono stato cresciuto cosi’…”
    In definitiva delle fesserie scritte nel papiro di B16 rimarra’ poco, anceh perche’ non ha fatto altro che ripetere cose gia’ dette altre volte e da altri papi, in un copia-incolla di idee, concetti e documenti, che va indietro di duemila anni!! (anche loro sono alquanto autoreferenziali come vedi!)

    Ma veniamo al punto:

    “quando c’era da contrastare il terrorismo rosso degli anni ‘70 – una setta molto meno potente ma molto più violenta – forse non si doveva passare al microscopio ogni proclama delle BR, per quanto deliranti fossero? Meglio combatterli nell’ignoranza?”

    Sai meglio di me che la qeustione e’ diversa: le BR erano un gruppo eversivo armato che voleva avere potere. La Chiesa e’ un gruppo armato gia’ al potere!!
    Insomma siamo noi che stiamo facendo (nell’esempio poortato da te) la parte delle BR. In questo caso la tua frase potrebbe essere messa nella bocca di un chierico. Loro ci studiano da centinaia di anni, sanno ogni nostra mossa, ogni punto debole.

    Insomma stiamo facendo come le BR (nel senso del tuo esempio non in senso metodologico) lanciamo proclami, argomentiamo benissimo, analizziamo il nostro nemico, lo conosciamo, ma la gente comune ha paura di noi e nel migliore dei casi ci ignora.

    E ora giungo alla conclusione del mio papiro:

    Noi non dobbiamo fare come le BR, contestando il sistema e cheidendo ai politici di portare avanti le nostre idee. Perche’ se no facciamo la loro fine: cioe’ l’oblio.
    Noi dobbiamo andare al potere, scalzare l’establishment, con lo strumento delle elezioni (of course) e mandare i cattolici dall’altra parte della barricata.
    Come?
    Questa e’ una bella domanda… ma non chiederla a me. incomincia a chiederla a Capezzone.

  2. unaperfettastronza Dice:

    Ad essere “anti” tout court si finisce, a seguire alla lettera le parole di ogni singolo proclama, e indirettamente a dare credito e importanza ai tentativi di aggancio di una popolazione cattolica o comunque perbenista sempre più vasta. Il contrario non è semplice ignoranza.
    A differenza di quanto finora a mio parere si continua a fare nei movimenti anticlericali occorrerebbe iniziare semplicemente a comunicare cosa c’è dietro quei proclami, non fermandosi ai contenuti di mille comunicati.
    Ragioni di base li accomunano.

  3. Chiedo scusa per non essermi fatto sentire, il weekend è stato pesante.

    @Fabristol:

    Non credo che ci sia una grande influenza reale e tangibile sui cattolici in generale… Siamo solo NOI (laici) e LORO (i chierici) a leggere di qeuste cose… questa e’ una battaglia culturale tra pochi interessati.

    Con ‘influenza reale e tangibile’ non intendo certo dire che i cattolici studieranno e seguiranno il suo documento, bensì che nell’enciclica si possono intravedere i piani di Ratzinger per i prossimi anni del suo pontificato.

    Il laico-anticlericale (ho scoperto) e’ una brutta bestia: e’ l’essere piu’ noioso per la gente comune. Ed e’ pure inutile cercare di spiegare le cose ai cattolici perche’ anche se ovviamente dopo che gli esponi concetti razionali annuiscono e sono d’accordo il giorno dopo vanno comunque in chiesa. Con quel viso un po’ bastonato e vergognoso, come a dire: che ci vuoi fare? Io capisco e sono d’accordo con quello che dici, ma… sono stato cresciuto cosi’…”

    Primo: se continuano ad andare in Chiesa anche se dopo essersi convinti che dietro ci sia solo una truffa, allora l’unica soluzione è una pallottola in testa, come per gli zombie. Io non penso che sia così: conosco parecchi cattolici che alla fine sono usciti dalla fede. Credo che Ratzinger ne abbia creati più di tutti gli illuministi e marxisti messi insieme.

    Secondo: credo che il segreto per non essere fastidiosi sia partire sempre da qualche fastidio che i ‘moderati’ già provano – la lotta pro-AIDS che la Chiesa svolge in Africa, o la processione del santo patrono che li fa arrivare in ritardo alla discoteca – e mostrargli come i problemi che vede nella Chiesa non siano contingenti nè superficiali, ma nel cuore stesso della religione. Come sempre, gli uomini danno più importanza ai loro desideri che ai fatti. Un cattolico insoddisfatto, se pungolato abbastanza, abbandonerà la Chiesa o addirittura diventerà agnostico. Uno che in parrocchia si sente a casa sua farà orecchie da mercante anche se scopre che il suo prete è pedofilo, figurarsi se gli parli di ‘laicità dello Stato’.

    Stiamo facendo come le BR (nel senso del tuo esempio non in senso metodologico) lanciamo proclami, argomentiamo benissimo, analizziamo il nostro nemico, lo conosciamo, ma la gente comune ha paura di noi e nel migliore dei casi ci ignora… Noi dobbiamo andare al potere, scalzare l’establishment, con lo strumento delle elezioni (of course) e mandare i cattolici dall’altra parte della barricata.
    Come?
    Questa e’ una bella domanda… ma non chiederla a me. incomincia a chiederla a Capezzone.

    Se la Chiesa andasse in Parlamento in prima persona, ti darei ragione. Ma siccome sono prima di tutto i politici ad inseguirla, ritengo che la battaglia culturale non sia tempo perso. Tantopiù visto che, secondo te, il modo migliore di lottare in politica sarebbe fondare un mini-partito e (appunto!) usarlo per spargere idee fra il pubblico.

    @1ps:

    A differenza di quanto finora a mio parere si continua a fare nei movimenti anticlericali occorrerebbe iniziare semplicemente a comunicare cosa c’è dietro quei proclami, non fermandosi ai contenuti di mille comunicati.
    Ragioni di base li accomunano.

    Sono perfettamente d’accordo, e se mi affidassero una ‘rubrica laicista’ sul Corriere manco mi sognerei di pubblicarvi un’analisi come la mia – dovrei semmai spiegare perché ogni cittadino dovrebbe vedere con antipatia le attività della Chiesa Cattolica. Ma non considero questo blog uno strumento di propaganda (sarebbe piuttosto misero), bensì uno spazio di riflessione ad uso mio e delle persone con cui mi trovo in sintonia.

  4. Secondo me Capezzone ha azzeccato il metodo quando ha parlato di “niente più risse” sulle questioni etiche. Tanto nel paese più clericale del globo l’unica è cercare riforme compromesso (che so io: fondi privati sulle staminali).

  5. unaperfettastronza Dice:

    Perfettamente d’accordo anch’io.
    Parlavo di eventuale attivismo in tal senso, non di riflessioni da post.
    considero il mio blog alla stessa stregua.

    PS. Onestamente, secondo me capezzone non ci ha azzecato un cazzo.

  6. Augure o aruspice?

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